Chat GPT: opportunità o pericolo?

Chat GPT è la prima intelligenza generativa capace di produrre testi davvero simili a quelli che scriverebbe un essere umano. Peraltro costa poco ed è accessibile a tutti. Una straordinaria rivoluzione che rischia però di avere ripercussioni etiche e sociali. Difatti, al contempo dell’innovazione, si profila un mondo in cui sarà sempre più difficile distinguere l’autenticità del vero dalla creatività del falso. Quindi, come dovremmo guardare a Chat GPT: opportunità o pericolo? Fino a che punto saremo in grado di limitare o gestire l’intelligenza artificiale? Scopriamolo insieme.

Chat GPT: Cosa è? Come funziona?

Chat GPT, acronimo di Generative Pre-trained Transformer, è un chatbot basato sull’intelligenza artificiale sviluppato da OpenAi e lanciato il 3 novembre 2022. Una tecnologia di apprendimento automatico in grado di raccogliere informazioni e notizie per rielaborarli in nuovi testi interagendo in modo naturale con noi umani.

Infatti, Chat GPT presenta un vocabolario di termini significativamente ampio e scrive nel rispetto della sintassi, sia in senso logico che grammaticale. Dà quindi risposte pertinenti riuscendo a comprendere perfettamente le richieste degli utenti che lo adoperano. Oltre ad accogliere input testuali, essendo un modello di linguaggio multimodale, è in grado di leggere le immagini per generare didascalie, analisi e classificazioni. Ma è anche in grado di fare molto, molto di più, come traduzioni o composizioni musicali, ecc.

Per usarla ci si collega a chat.openai.com/ attivando gratuitamente un account con email Google o Microsoft. Sarà così poi possibile scrivere una richiesta nel campo di digitazione posizionato in fondo alla pagina affinché venga prontamente elaborata. Esiste anche ChatGPT Plus, la versione a pagamento al costo di 20 dollari al mese. Questa assicura accesso prioritario a nuove funzioni (come GPT-4), risposte più rapide e ne garantisce l’usabilità anche quando i server sono sovraccarichi.

Cosa dobbiamo aspettarci dall’uso diffuso di Chat GPT?

Pochissimi però fanno chiarezza sui pro e i contro di questa nuova tecnologia d’intelligenza artificiale. Difatti stiamo parlando di un bot capace di apprendere da ogni archivio web e per questo potrebbe anche accedere a fake-news sviluppando testi compromessi. Oltre al rischio di utilizzare scritti protetti da copyright e violare la privacy per reperire i suoi dati.

Queste ultime considerazioni, difatti, hanno portato l’Italia e altre Nazioni a bloccare inizialmente questa innovativa risorsa. La società OpenAi è stata infatti costretta a garantire il trattamento dei dati personali regolarizzando la sua posizione. Ma molte domande rimangono ancora senza risposta. Per esempio:

  1. Quali sono le tutele legali per artisti, scrittori e altri creatori di contenuti quando il loro lavoro viene usato in opere generate dalla Chat GPT?
  2. Quando verrà attivato un quadro normativo riconosciuto a livello internazionale che legiferi in materia di intelligenza artificiale?
  3. Chi controlla per scongiurare il rischio della diffusione della disinformazione e la manipolazione dei testi degli utenti?
  4. Che impatto a lungo termine avrà l’utilizzo della Chat GPT sulla creatività dell’uomo e sulle professioni annesse?
  5. Cosa succederebbe se l’intelligenza artificiale finisse per incentivare la criminalità informatica?

A questi e altri quisiti ad oggi nessuno sembra ancora in grado di rispondere. Come per ogni altra straordinaria e innovativa scoperta tecnologica, le opportunità e i pericoli di Chat GPT sono ancora tutti da scoprire.  Così, a noi di Casa Walden Comunicazione non ci resta che rimanere in attesa delle future evoluzioni e darvi appuntamento al prossimo articolo del nostro blog.