l’AI che cos’è?
Chiariamo, l’AI che oggi domina il dibattito pubblico è solo un tipo di AI detta generativa, cioè?.
E’ quella che forse voi tutti usate, il vostro chat-gpt-sora-midjourney, capace di generare testo, immagini, codice ed altro output. In sostanza usa il “deep learning”, un forma sofisticata di machine learning, per creare un contenuto complesso in risposta al linguaggio naturale.

Un futuro brillante
l’AI generativa promette grandi cose e ridisegna il modo in cui le organizzazioni operano e interagiscono.
E’ sotto gli occhi di tutti: le sue prestazioni migliorano alla velocità della luce e cose impensabili due anni fa oggi sono realtà.
Inoltre si sta studiando come far collaborare l’AI generativa con le altre, come la predittiva e la conversazionale per rendere le sue prestazioni ancora più efficaci.


Chi ha paura dell’Ai?
Sicuramente chi ha poco talento o chi lavora in contesti con scarsa competenza. Nel mondo della comunicazione, l’AI è passata da una fase di sperimentazione ad una fase di integrazione strutturale in cui la sfida è gestire un vero e proprio ecosistema fatto di prompt che portano ad immagini, video e testi a cui bisogna dare una forma ed usarli in maniera strategica e funzionale.
Cosa significa questo, concretamente?
Da una parte c’è stata una crisi di settore in cui l’AI ha permesso l’automazione di numerose produzioni con notevoli risparmi di budget e quindi di maestranze, ma ci sono molti ma.
Bisogna ricordare che l’AI non è un sostituto ma un tool e come tale deve essere integrato in un approccio che cambia con il cambiare delle innovazioni.
Questo tool ha cambiato il modo di fare comunicazione, si è passati da un “calendar based” ad un approccio “editoriale di contesto”, in cui l’apporto umano diventa fondamentale per costruire fiducia e relazioni in un mondo sempre più frammentato ed atomizzato.
Vi chiederete: e quindi?Ebbene, in questo panorama l’AI non diventa un nemico ma un acceleratore, un amplificatore delle competenze umane; anche perché in un mondo sempre più omologato l’AI non ti permette l’originalità ma solo la quantità.

Avere personalità in un mondo tutto uguale
L’AI come abbiamo visto è un amplificatore ed amplifica ciò che gli dai, se gli dai idee confuse ti restituirà testi confusi e immagini confuse.
Anche e ancora in questo panorama, la professionalità e la conoscenza del mestiere sono una marcia in più e questo CASA WALDEN lo sa molto bene visto che opera nel settore da oltre trent’anni.
In virtù di questa esperienza, CASA WALDEN, grazie ai suoi continui aggiornamenti, ha saputo integrare la potenzialità dell’AI nel proprio workflow, integrandola con competenze digitali e strategie di comunicazione per fornire ai clienti la migliore comunicazione possibile; perché un brand non è solo un testo ben scritto: è un’identità e questa non si costruisce con i prompt ma con scelte strategiche ben strutturate.








